TEMPLATE 34. TRAMONTO Author: Pannasmontata You can contact me on: http://www.pannasmontata-templates.net Please don't remove CREDITS. --> MusicArte

martedì, 26 dicembre 2006, ore 18:19

Brandelli di cuore
esposti al sole
di una estate
ormai morta.
Inutile sfuggire
ogni cosa,
ogni domanda,
ogni attimo irrisolto.
Voglio sentir
la tua pelle
come lenta marea,
scorrere sulla mia
Malinconici contorni
svaniscono
tra arti intrecciati
e accenni di tango.
 
Anghelu
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sabato, 23 dicembre 2006, ore 00:11



F ragili
R icordi
A rginano
N otturne
C oscenze.
E mpi
S ogni
C ullati da
O niriche
P resenze
A rdono come
O rigami
L ascivi.
O mbre
N ude
I rrisolte
C onfondono
O gni tua
L acrima.
A nima e
M iele, e
A ncora
R ose,
I spiro
A spettando la
M orte, e ancora
E ntro su
L abbra
I rrigate e
S u
U mide gole,
U sandoti,
G odendoti,
O maggiandoti.

Francesco Paolo Nicola Maria Melis...per gli amici uugo!!!
Anghelu
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venerdì, 22 dicembre 2006, ore 16:12

Natale 2006

Il calore delle tue mani legate alle mie
Il tuo pullover sopra al mio pigiama.
Regalami abbracci che vorrei vivere.
Notte di camini accesi in attesa di neve
Disegno sul vetro a memoria il tuo viso,
Incollo le labbra alla smorfia di te.
Spettinare di cuori senza indirizzo
Fra raffiche fredde di tramontana.
Su monti innevati d’aria leggera,
Natale veste d’oro e di rosso per te.
 

Venexiana

Anake
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mercoledì, 20 dicembre 2006, ore 17:33

Acqua increspata

Che rispecchia la vita

Sordo riflesso

Anghelu
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giovedì, 14 dicembre 2006, ore 23:20


(il testo in neretto è di un autore sardo che non s'è firmato)

" Tanti e tanti anni fa, quando ogni ovile era una casa ed ogni gruppo di case era un paese, tutte le case della Sardegna avevano una cucina con il focolare al centro della stanza dove poter cucinare, potersi scaldare e radunare la sera ad ascoltare Sos contos (favole, fiabe) raccontati dalle bocche dei più anziani.…

 
Faceva freddo quella sera. La neve era caduta abbondante per tutto il pomeriggio imbiancando e rendendo impraticabili tutte le stradine del paese. Le nuvole si erano poi diradate lentamente liberando le innumerevoli stelle che macchiettavano di bianco la volta scura del cielo. Erano stelle fredde, quasi opache, così come lo era, in quel periodo, anche la luna. La Jana (strega, fata) Marja si chinò verso la vecchia cassapanca in noce, infilò nella serratura la sua chiave e dopo averla girata più volte scoperchiò il baule. Milioni e milioni di piccole lucciole luminescenti si alzarono in volo uscendo dalla cassa e quindi dalla casa e disperdendosi andarono a rischiarare il buio della notte. Ogni notte, quando il cielo era privo di nubi, la Jana liberava le sue piccole amiche, ed ogni giorno, di primo mattino, si assicurava che tutte rientrassero nella cassa, poi ne richiudeva il coperchio e solo allora si sentiva libera d dedicarsi al suo passatempo preferito, farsi corteggiare dagli umani. La cosa si ripeteva ogni sera sin dagli albori dei tempi, sin da quando l’uomo aveva preso a calpestare il suolo terrestre e mai e poi mai si sarebbe aspettata che accadesse ciò che quella notte accadde.

Marja dopo aver liberato i piccoli insetti si diresse verso il villaggio degli umani, c’era festa quella sera al paese e per niente al mondo avrebbe mai perso un’occasione per divertirsi con qualche umano. Era bellissima in quelle sue vesti d’organza trasparente. La luce delle fiaccole faceva trasparire le curve dei suoi fianchi attraverso il leggero tessuto rendendola così ancor più bella agli occhi degli umani. Gli uomini si davano sempre un gran da fare per invitarla ad entrare "in su ballu tundu" (nel ballo tondo) il cui grande cerchio danzante occupava quasi tutta la piazzetta del centro abitato.

Marja entrò ancora nel ballo scatenandosi al ritmo delle "launeddas" (antichissimo strumento musicale a fiato). Passò da un ballerino all'altro, leggera e felice come una farfalla ed in fine si gettò tra le braccia dell’ultimo giovane che le si era affiancato nel ballo. Boicu era alto e snello. Il suo fiero portamento e la sua giovane pelle lo rendevano agli occhi della strega, irresistibile. I due ballarono e risero a lungo, poi si ritirarono in un luogo più appartato e a nulla servirono i richiami delle sue compagne che, dall'alto delle domus, (domus de Janas, le case delle streghe) la mettevano in guardia:
Marja la chiave del baule ti cerca, non farti rubare la chiave.

Il ragazzo lasciò la fata distesa nella paglia, si rivestì velocemente, e salutandola con un bacio si allontanò da lei.

Rientrando a casa la strega trovò la porta aperta. Tutto era stato messo sottosopra e della cassa panca, neanche l’ombra. Aspettò con ansia il rientro delle amiche lucciole, aspettò per ore, ma niente accadde, allora abbandonò la domus giurando a se stessa che si sarebbe presto vendicata.

Passarono dei giorni. In paese la gente raccontava di quel giovane che, con una sfera di cristallo luminescente, girava in lungo e in largo la regione vendendo la luce durante le notti più buie. La fata, saputo ciò che accadeva si mise subito sulle sue tracce. Attraversò campi incolti, guadò ruscelli e oltrepassò colline, sino a quando non vide in lontananza un forte chiarore. “Eccoti finalmente!” esclamò affrettando il passo.

Marja entrò in paese con sembianze da vecchia. La gente festante accalcava le vie del paese e la piazza, non fu facile per lei farsi largo tra la folla. “ LANTERNE MAGICHE! VENITE A COMPRARE LA VOSTRA LANTERNA, ILLUMINATE LE VOSTRE NOTTI PIÙ BUIE” urlò qualcuno in fondo alla piazza. Marja si avvicinò al giovane ladro! “Quanto chiedi per le tue lanterne?” gli chiese. “Dammi due soldi,vecchia, e ne avrai una” rispose il ragazzo allungando la mano verso il grande contenitore in cristallo che le conteneva. “ Le voglio tutte!” esclamò la strega porgendogli quattro monete d’oro. “portamele a casa” gli disse ancora, aggiungendo altre due monete. Il giovane mercante alla vista del malloppo spalancò gli occhi, incredulo. “Come vuoi tu Zia!” esclamò. “ fammi strada!” aggiunse caricandosi il tutto sulle spalle. Seguì così la vecchia per i vicoli del paese, sino a che questa non si fermò davanti all’uscio di una casa. “ Poggia pure qui!” disse la vecchia spostandosi di lato. Il ragazzo si chinò a poggiare la gran teca di cristallo a terra. Marja portò velocemente una mano sul viso del ragazzo poi, con un movimento repentino, strappò gli occhi dalla sua testa. “Hai rubato ciò che non è tuo, e hai venduto la flebile luce della notte, privando così del suo chiarore l’intera umanità. Ora sei tu che devi pagare me! E il mio prezzo è la tua luce, i tuoi occhi!” gli disse. “Tornate alla notte mie care amiche, ora siete libere!” disse poi, alzando le braccia al cielo. In tutto il paese, le piccole lanterne vendute si ruppero nello stesso istante. Le lucciole contenute nel loro interno presero il volo e si allontanarono disperdendosi nella vallata. Non tornarono mai più indietro, e non si fecero più vive se non in estate, durante le serate più calde. La Jana si girò verso la grande sfera di cristallo. “ Soffia vento!” esclamò ancora. Il vento arrivò come un soffio leggero, poi si rinforzò gradualmente fischiando tra i vicoli del paese. “Porta lontano queste piccole fiaccole, che nessun umano non possa mai più raggiungerle!” recitò ancora. Il vento ruppe il cristallo, avvolse poi i piccoli insetti e ululando salì con loro verso la notte, salì in alto, sempre più in alto, poi con un ultimo battito le sparpagliò nel nulla. La notte acquistò una nuova luce, anche la luna beneficiò di tal prodigio…nacque così la via lattea.

Anghelu
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venerdì, 08 dicembre 2006, ore 17:45

Segna cometa

La strada ai viandanti

Morirà da Re

Anghelu
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venerdì, 08 dicembre 2006, ore 04:04

Arido cuore

Alla vita celato

Bisogno d’odio

 

 

Anghelu
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domenica, 03 dicembre 2006, ore 01:29

Amore aquila mare...
Chiudo gli occhi
lascio che la musica
questa sinfonia d'Amore
mi attraversi l'Anima
e dolcemente penso a te
è un volo grandioso
un planare d' aquila
che varca maestosa
i cieli della vita
dai monti al mare
nessun confine
nessun ostacolo
ad impedire il volo
solo la carezza di un pensiero
che mi riporta a Te
e nel bacio della notte
scoprirai quanta Luce
sa trasmettere un cuore che ama
e che non smettera' mai di volare....


SempreGio
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