Amo quella tua fragilità
quella tua sicurezza stonata
quando nuda e deposta
al lento dominare d’onde
mi cerchi, bagnata di muschio
di latte, e di miele.
Adoro il tuo dipingermi la carne
quei tuoi seni belli e distesi
quando nel pianto m’attraversi
mi scuoti, mi spremi le ossa, e ti ritiri.
Ci son’ giorni, in cui le parole
Sembran’ spighe, e pan’ dorato
I tuoi fianchi, quando ti svesti
di filigrana e cotone
solcando i perimetri neri
dei miei desideri.
*
Francesco Melis