venerdì, 29 maggio 2009, ore
01:48
Sono appese le nuvole
come ombre alla parete
m’inseguono, mi toccano
mi spremono l’anima.
Ora son’ goccia
scivolata nel martello
tra l’incudine
e i riflessi di vetro.
L’ultimo bagliore mi brilla
mi scuote, mi taglia la lingua
con falce di parola.
Sono qui, nel cielo rovesciato
impiccato alla linea dell’orizzonte
aspettando un cenno, un sogno
o un ultimo bacio.
*
Francesco Melis
Anghelu